Come ampiamente previsto, il tanto temuto blocco totale degli appalti si è verificato.
Le avvisaglie che le novità introdotte dal nuovo codice degli appalti in materia di trasparenza avrebbero portato a sbattere contro un muro, erano già state evidenziate a luglio scorso, rimanevano ancora tutte li a dicembre e adesso da semplici timori si sono trasformate in una tragica realtà.
Dai dati riportati nel registro Anac delle Piattaforme digitali certificate (visibile solo da 2 settimane e di non facile decifratura) è emerso che il numero di quelle ad oggi “certificate” cioè con caratteristiche tali da dialogare con il sito (banca dati) dell’ANAC sono solo 7 + 33 soggetti suddivisi tra Titolari e Gestori, verso i quali convergeranno, almeno in una fase iniziale, le richieste di adesione di tutti quegli enti che vorranno/dovranno continuare a bandire nuovi appalti (quindi ingestibile)
Dai dati indicati invece dall’Autorità Anticorruzione, al 31/12/2023 le stazioni appaltanti abilitate a bandire gare per lavori pubblici oltre 500mila euro e per servizi e forniture di importo inferiore alle soglie per gli affidamenti diretti dovrebbero essere circa 12mila di cui 4mila in grado di gestire le gare in proprio più altre 8mila che dichiarano di appoggiarsi a enti qualificati.
Dal 1° gennaio, come si temeva, tale numero potrebbe essersi pressochè azzerato dato che l’autorità ha provveduto a depennare dall’elenco tutte le stazioni appaltanti abilitate ma prive di un sostegno digitale con il seguente risultato: numero di gare pubblicate dall’inizio dell’anno pressochè zero
A concorrere a questo disastro sono come sempre una pluralità fattori.
Lato stazioni appaltanti: scarsa capacità di organizzazione, poca lungimiranza nell’individuazione di futuri ostacoli alla propria attività, scarse competenze informatiche,
Lato legislatore: obiettivi d’informatizzazione che all’atto pratico rivelano tutti i loro limiti (forse non era così difficile prevedere che le migliaia di piccoli comuni coinvolti non avrebbero potuto rivoluzionare i propri sistemi informatici senza ingenti investimenti), totale mancanza di dialogo con le imprese private coinvolte in questo disastro (leggasi stop alle gare sul MEPA senza alcun preavviso e che sembra si protrarrà, ma non vi è certezza, solo fino a lunedì 8 gennaio)
Come soggetti operanti nel mondo delle gare d’appalto Presidia Group continuerà a monitorare tale situazione.
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